EDIZIONE XVIII

ACCETTATE TUTTO E DATEVI DA FARE...


DON CESARE ZAFFANELLA

CHE COSA NUTRE DAVVERO L'UOMO? Dal 27 al 30 Giugno prossimo, l’evento tornerà ad animare la bella cornice di piazza Stradivari, con stand, spazi per la ristorazione, un palco attrezzato per incontri e spettacoli in una atmosfera di sana convivialità che coniuga lo stare insieme con i piaceri della buona tavola. Quest’anno, la concomitanza di Expo 2015 ha ispirato il tema dell’edizione 2015 dell’Happening, che si presenterà con il titolo “Che cosa nutre davvero l’uomo?”. I temi dell’EXPO ci invitano ad una riflessione a tutto campo per cogliere la vera emergenza culturale di oggi: educarci ad una rinnovata concezione dell’uomo che è ricerca del bene, del bello e del Vero in una dimensione che non è mai solo individuale, ma sempre in relazione con gli altri. Proprio per questo Happening 2015 sarà un avvenimento che è bellezza da gustare.

  • CULTURA

    LO STUPORE CONOSCE

    Per chi l’uomo di oggi vive? La risposta a questa domanda identifica l’orizzonte culturale dentro cui nascono tutte le proposte dell’Happening. Dall’incontro con Cristo nasce un principio di conoscenza del mondo (cultura) più vicino al cuore dell’uomo.

  • MUSICA

    RIGOROSAMENTE LIVE

    Una serata con un centinaio musicisti di tutte le età guidati dai grandi Maestri Giovanni Grandi e Marco Pierobon e la festa finale con i coinvolgenti L-Project guidati dalla grande voce di Lorenza Rossi.

  • INCONTRI

    TESTIMONI DI VERITÀ

    Persone che hanno deciso di prendere sul serio le provocazioni della vita cominciando a coinvolgersi seriamente in un lavoro per il bene loro e di tutti.
    L’Happening, gente così, la vuole incontrare. Sempre!

  • CUCINA

    IL GUSTO IN PIAZZA

    Ristorante, Hosteria e Bar aperti quattro sere, offrono piatti tipici della cucina cremonese da gustare in una cornice architettonica di straordinaria bellezza. Menu a prezzi contenuti con costi ridotti per bambini.

All’Happening ce n’è per tutti! Noi ti aspettiamo e non vediamo l’ora di conoscerti. OPENHAPPENING.

Happening Cremona // Tutto ciò che è stato e continua ad essere: Le Immagini // Il Programma // La Lotteria // I Menù // per trascorrere insieme 4 giorni di festa approfittando di ogni singolo appuntamento.

Cosa accade all'Happening? // Una sorta di diario dei quattro giorni in Piazza Stradivari per far conoscere l'Happening dal suo interno e incuriosire gli scettici. Vieni all'Happening e vivi da protagonista.

  • ESTRATTI I BIGLIETTI DELLA LOTTERIA

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    Il 2 agosto presso la sede del Centro Culturale S. Omobono di Cremona sono stati estratti i biglietti vincenti della Lotteria Happening 2015. Come ogni anno i PREMI POTRANNO ESSERE RITIRATI ENTRO E NON OLTRE 60 GIORNI DALL’ESTRAZIONE PRESSO LA SEDE DEL CENTRO CULTURALE S.OMOBONO, VIA S. ANTONIO DEL FUOCO 9/A – CREMONA – info@happeningcremona.it – TEL. 0372 410465.

     

    BIGLIETTI15DEFSi CONSIGLIA DI CONTATTARE L’HAPPENING TRAMITE E MAIL ALL’INDIRIZZO info@happeningcremona.it PER CONCORDARE IL RITIRO. GRAZIE.

  • UNA FESTA PER TUTTI

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    Quasi ci siamo!

    Ogni estate, da oltre 20 anni, la manifestazione Happening rinnova il suo appuntamento con un ricco programma di eventi musicali, di approfondimento culturale, intrattenimento per bambini e un’immancabile offerta enogastronomica che raccoglie il favore dei tanti visitatori provenienti da e fuori provincia.

     

    Dal 27 al 30 Giugno prossimo, l’evento tornerà ad animare la bella cornice di piazza Stradivari, con stand, spazi per la ristorazione, un palco attrezzato per incontri e spettacoli in una atmosfera di sana convivialità che coniuga lo stare insieme con i piaceri della buona tavola.

     

    Quest’anno, la concomitanza di Expo 2015 ha ispirato il tema dell’edizione 2015 dell’Happening, che si presenterà con il titolo “Che cosa nutre davvero l’uomo?”.

     

    I temi dell’EXPO ci invitano ad una riflessione a tutto campo per cogliere la vera emergenza culturale di oggi: educarci ad una rinnovata concezione dell’uomo che è ricerca del bene, del bello e del Vero in una dimensione che non è mai solo individuale, ma sempre in relazione con gli altri.

    Proprio per questo Happening 2015 sarà un avvenimento che è bellezza da gustare.

    Oltre a piazza Stradivari ci avvarremo del limitrofo cortile Federico II, ideale per momenti più raccolti ed esclusivi, e di piazza del Duomo, vero gioiello di Cremona, giusta location per le ampie partecipazioni. Ricordiamo che, in questi anni, abbiamo registrato oltre 10mila presenza di media per ogni edizione.

    Potrete seguire l’evento oltre che qui sul sito www.happeningcremona.it, anche su Facebook/Happening-Cremona.

    Infine, non mancherà la consueta lotteria benefica attraverso la quale l’Happening ha sempre devoluto un contributo economico a favore di realtà impegnate nella promozione umana e sociale delle persone. Negli ultimi anni il nostro sostegno è andato a Fondazione Avsi, organizzazione di cooperazione allo sviluppo, e Associazione “Il Cireneo” di Cremona, attiva nella cura e nell’educazione di bambini gravemente disabili.

     

  • IL DOLORE E LA SPERANZA

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    Ore 01,00 di mercoledì 2 luglio. L’Happening è finito e smontiamo l’allestimento come tutti gli anni in perfetta sincronia. Un popolo veloce e silenzioso, come fosse un unico corpo, riconsegna la Piazza alla città esattamente come l’aveva trovata. Ma ecco che arriva la notizia che non avremmo mai voluto ricevere. In quell’istante, ad Happening concluso, come se avesse voluto essere partecipe anche lei dell’evento che ha contribuito a costruire negli anni, la nostra cara amica Giò ci ha lasciati dopo mesi di quella malattia devastante che ti distrugge il corpo piano piano. Il corpo. Perché lei, la Giò, non si è lasciata distruggere ma anzi ci ha insegnato (ancora una volta!!!) come stare di fronte al Mistero, di fronte alla vita, di fronte alla morte. Ha lottato, ha pregato ha voluto sentire i canti che le hanno segnato il breve cammino della vita, la Favola di Chieffo, il Salve Regina. Ha stretto con amore e tenerezza la mano di suo marito Gianpietro, fino alla fine, lasciandoci con un sorriso dopo aver sussurrato :“ma allora è tutto Vero!”. E’ andata avanti perché è sempre stata un bel metro avanti a tutti noi, ha sempre saputo essere se stessa vivendo fino in fondo quell’incontro che fin da ragazzina l’aveva attratta: l’incontro con Cristo, con quell’abbraccio e con quella realtà che ne disegnava i tratti, che lo incarnava e rendeva vivo. Abbiamo fatto l’Happening con lei fissa nel cuore e nella mente, abbiamo fatto festa, cantato insieme perché  abbiamo guardato a lei, a partire dall’esperienza che abbiamo fatto con Cristo, perché lei adesso vive il compimento di quell’esperienza, di quell’abbraccio. Come Julian Carron ha affermato “Giovanna vive più intensamente quella esperienza, vive il tutto di quell’esperienza, di quell’inizio. Ma è il compimento di ciò che lei già viveva qua! Non altro: è il compimento di quello. (…) Perciò oggi ci dice: «Guardate che la vita è questo». Con il suo vivere adesso questa pienezza, dice a tutti noi: «Guardate, amici, che la vita è questo! La vita è Cristo, ed è un guadagno il morire».

    Ciao Giò!

  • LA PATERNITÀ DI DON CESARE AL CENTRO DELLA TERZA SERATA DELL’HAPPENING CREMONA

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    foto don Cesare

     

    Uno dei più bei complimenti che un prete possa ricevere e sentirsi definire “padre”, generatore di fede e di umanità, costruttore di generazioni di uomini e di donne responsabili e vigorosi. Padre per un intero popolo di cristiani è stato mons. Cesare Zaffanella, assistente diocesano di Comunione e Liberazione e parroco di Bonemerse, deceduto lo scorso 26 marzo all’Ospedale di Cremona a causa di un male incurabile. Della sua paternità hanno dato testimonianza alcune persone durante la terza serata dell’Happening Cremona che dal 28 giugno al 1° luglio ha fatto il pieno di visitatori. Lunedì 30 dal palco di piazza Stradivari si sono alternati al microfono Giovanni e Claudio Maffini, Giuliana Melloni e Alfonso Alpi nel tentativo, pienamente riuscito, di descrivere il cammino di cristiano di un prete che proprio nell’anno della sua ordinazione, il tormentato 1968, scoprì il carisma di don Luigi Giussani.Una serata – come ha spiegato Claudio Maffini – per decifrare i tanti segni disseminati da don Cesare nella sua vita mai banale: «Segni che riaffidano un compito, che restituiscono quella densità e totalità di vissuto del quale ci ha educato a raccogliere la sfida, perchè imparassimo a “guidicare” con amore, senza estranietà, fuori da ogni schematismo ideologico e da ogni corta indifferenza».Una pagina del diario spirituale, dell’agosto 1976, affidato allo stesso Maffini da don Cesare prima di partire per l’Argentina alla fine del 1984, rivela la profondità d’animo del sacerdote, il suo desiderio profondo di una vita mai superficiale, ma profondamente intessuta della presenza di un Dio d’amore e di misericordia, un Dio così profondamente umano. Nell’abbraccio confidente con questo Signore c’è, però, lo spazio anche per il dolore e la sofferenza di un distacco: quello di alcuni ragazzi che avevano condiviso con don Cesare i primi timidi passi di Comunione e Liberazione a Cremona e che poi non solo avevano volto le spalle a questa esperienza, ma perfino alla fede: «Ho scritto loro che la loro lontananza è molto più provvisoria di quanto credano, anche se resta possibile che diventi definitiva. Mio Dio, che questo non accada. Abbracciarti insieme a tutti, a mano a mano che arrivano, prima o dopo la morte, come vuoi».In un’intervista audio di alcuni anni fa, fatta da due giornalisti in erba – Gabriele Maffini e Francesco Bruschi -, don Cesare racconta la sua vocazione sacerdotale e il suo incontro con don Giussani che nello scontro feroce tra opposte ideologie gli fa comprendere che la liberazione dell’uomo è possibile solo a partire dalla comunione. Questa intuizione ha coinvolto molti giovani cremonesi che, passo dopo passo, accompagnati da don Zaffanella, hanno compreso che l’eternità entra nel tempo e che il presente è la vera sfida per il cristiano.La lettura profondamente cristiana della storia don Cesare l’ha sempre coltivata anche grazie alla sua profonda vocazione contemplativa che assaporava nei tanti incontri con le comunità claustrali di Soresina, Lagrimone e Vitorchiano. Proprio in quest’ultimo monastero del viterbese ha accompagnato diverse giovani all’incontro con lo Sposo. Illuminante la video-testimonianza di madre Rosaria che ha raccontato di una ricca e fedele amicizia, di una partenità feconda e della capacità di don Zaffannella di suscitare profonde esperienze di comunione.La bella serata è continuata con la lettura dell’editoriale di don Cesare sul primo numero di «Riconoscere», il foglio di collegamento di Comunione e Liberazione, nel quale traspare l’urgenza di un impegno culturale che non è mero sfoggio di idee o di stile, ma è testimonianza di fatti e di cose vissute. In quel pezzo, davvero ben scritto, il sacerdote mantovano insiste sull’unità come fattore culturale più grande e più qualificante di un’esperienza che, scevra da ogni ideologia, voglia definirsi cristiana.Verso la conclusione altri interventi in audio di don Zaffanella nei quali racconta della sua vocazione missionaria in Argentina nata di colpo durante la celebrazione di una Messa feriale nella cappella del Seminario, ma anche della necessità – per dirla alla De Lubac – di non separare mai il soprannaturale dal naturale perchè «Cristo ha a che fare con tutto l’uomo».È il mistero dell’incarnazione, di un Dio di carne e di ossa, il centro dell’esperienza di fede di don Cesare e di un popolo di uomini e di donne, che in lui hanno sperimentato la presenza del Padre.

    www.diocesidicremona.it

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